Tachicardia sinusale e tachicardia sopraventricolare differenze e cause

Uno dei sintomi più comuni, e spesso tra i più preoccupanti, quando parliamo di ansia, è la tachicardia.

La tachicardia da ansia infatti è uno dei sintomi fisici che più colpisce le persone ansiose, sia che queste siano soggette a sforzi o a situazioni di stress, che in normali situazioni di riposo o durante il sonno. E ricordiamo che ansia e stress sono fattori da non sottovalutare per gli impatti che possono avere sul fisico, tra questi sulla salute del cuore e gli effetti sulla pressione arteriosa.

Tachicardia cause principali

Ma perché si manifesta la tachicardia? Ed è pericolosa?

Tachicardia

Innanzitutto, procediamo col definire cos’è la tachicardia. Per tachicardia si intende un’accelerazione del battito cardiaco oltre i 100 battiti al minuto (in un adulto di sana costituzione), a cui spesso seguono altri sintomi come un senso di oppressione nella zona del torace e un forte calore percepito. Essendo interessato il cuore, la tachicardia è spesso temuta perché si crede sia il risultato di un problema cardiaco o dell’insorgere di un infarto imminente, ma nella maggior parte dei casi non è così.

La tachicardia da ansia, di per sé, non è pericolosa se il paziente è in salute ma, causando paura quando si presenta, non fa che accentuare la condizione d’ansia che era già causa della tachicardia stessa.

Durante uno sforzo fisico, il battito cardiaco si accelera per pompare più sangue al cuore e i battiti possono raggiungere anche i 200 al minuto se il paziente è giovane, per calare gradualmente il picco massimo con l’avanzare dell’età. Una tachicardia dovuta all’ansia, invece, raggiunge una soglia molto meno elevata, solitamente sui 120-130 bpm, ma è accompagnata da sensazioni poco chiare come paura e timore.

Come dicevamo prima, la tachicardia da ansia non è pericolosa, se presa da sola, ma anzi è un meccanismo del nostro corpo che ci segnala situazioni di pericolo nelle quali è richiesta un’azione rapida. Il nostro corpo reagisce agli stimoli esterni e alle sollecitazioni, quindi anche una sensazione di pericolo può mettere in preallarme tutto l’organismo.

Quando però questo tipo di tachicardia si manifesta in situazioni più normali allora c’è da capire, con l’aiuto di un medico, se si tratta di una tachicardia da ansia oppure no.

Tipologie di Tachicardia

La tachicardia da ansia può essere divisa in due tipologie: tachicardia sinusale e tachicardia sopraventricolare. Vediamo quali sono le differenze e le cause e i sintomi di ognuna.

Tachicardia sinusale

Tachicardia sinusale

Tachicardia sinusale

La tachicardia sinusale si verifica quando il paziente è soggetto a una situazione di pericolo, con l’attivazione del “meccanismo di lotta e fuga”. Questa è la tipologia principalmente identificata come tachicardia d’ansia.

È un tipo di tachicardia simile a quella che si prova dopo uno sforzo intenso o durante una febbre alta, ma in questo caso i sintomi si verificano durante attacchi d’ansia o di panico, e non lasciano conseguenze fisiche.

Nel caso di pazienti con disturbi d’ansia, questa tachicardia sinusale è spesso avvertita durante tutto l’arco della giornata, anche in assenza di evidenti pericoli per la persona.

Tachicardia sopraventricolare

Tachicardia sopraventricolare

Tachicardia sopraventricolare

La tachicardia sopraventricolare, invece, è un tipo di tachicardia da ansia che si verifica come conseguenza di una situazione di stress, in risposta a una situazione di iperventilazione.

Nelle situazioni di stress alcune persone tendono a iperventilare, ovvero effettuare una serie frequente di atti respiratori che portano a una riduzione notevole dell’anidride carbonica nel sangue. Nei pazienti con disturbi d’ansia, può capitare che questi sviluppino una sorta di sindrome da iperventilazione, che li porta a iperventilare anche in situazioni dove non è giustificata una risposta fisica di questo tipo.

Con l’iperventilazione, a causa dell’eccessivo consumo di ossigeno, il cuore deve lavorare di più per poter compensare e ottenere più sangue. Ecco quindi che, per sopperire a questa richiesta di sangue, avviene la tachicardia.

Quello che purtroppo succede frequentemente nel caso di pazienti soggetti a disturbi d’ansia è che, nonostante i controlli medici evidenzino che la tachicardia non è dovuta a problemi di natura cardiovascolare, questi non siano del tutto sicuri del risultato dei controlli, continuando ad alimentare lo stato di ansia e stress che li ha portati a manifestare situazioni di tachicardia.

Esistono diverse tecniche per combattere lo stress in maniera autonoma, rimedi naturali facenti parte delle tecniche di rilassamento che includono la meditazione, il training autogeno, la ricognizione del pensiero o anche il parlare a se stessi.

Altrimenti è possibile un approccio con uno psicoterapeuta che, lavorando in collaborazione con il medico nelle situazioni in cui sia necessario, aiuti ad affrontare la situazione contemporaneamente e da più parti, diminuendo il margine di errore e migliorando la vita del paziente.

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