Calvizie e ansia, quando lo specchio non ti rappresenta

L’alopecia androgenetica è la forma più diffusa di calvizie. Interessa, in maniera del tutto indistinta, sia gli uomini che le donne. Erroneamente, infatti, si tende a pensare che sia una problematica legata in maniera esclusiva alla platea maschile ma, in realtà, il numero di donne affette da alopecia androgenetica è in ascesa.

Uomini e donne, qualche numero sulle calvizie e alopecia

Calvizie e ansia

Calvizie e ansia

Tra gli uomini ne soffre circa il 36 per cento della popolazione tra i 30 e i 40 anni. Le donne sono colpite da questo disturbo in tre diverse fasi della vita: menopausa, pubertà e allattamento. A soffrirne è una donna su quattro. Diversa è anche la forma in cui si manifesta la problematica. Gli uomini perdono i capelli soprattutto nella zona delle tempie, mentre le donne assistono a una miniaturizzazione dei singoli capelli a partire dalla area centrale della testa.

Il risultato, purtroppo, è lo stesso: vengono alla luce aree di cuoio capelluto che non dovrebbero essere visibili. Oltre l’inestetismo, in diversi casi, si assiste anche al manifestarsi di problemi legati a fattori psicologici. Non sono pochi, infatti, i soggetti affetti da calvizie che iniziano a presentare anche disturbi di natura diversi, destinati – nel peggiore dei casi – a sfociare in vere e proprie forma di depressione.

Perché la caduta dei capelli rappresenta un rischio per l’equilibrio psicologico?

I capelli, storicamente, hanno una importante valenza simbolica sia per gli uomini che per le donne. Sono soprattutto queste ultime, però, a sentirsi fortemente a disagio in caso di calvizie, al punto da stravolgere del tutto la propria vita sociale, la propria quotidianità.

Cosa accade? Si trasforma l’immagine di sé. Lo specchio, all’improvviso, riflette una figura che non riconosciamo come nostra e che fa cadere in preda al panico e all’ansia. Alla base dei complessi che iniziano a costruirsi c’è l’idea che, nei secoli, la società ha costruito di una donna dalla chioma fluente, lucente e in perfetta salute.

È questo l’emblema della femminilità, della seduzione, di una donna con la D maiuscola. Il resto è sbagliato, scorretto, corrotto.

Nella testa di chi si guarda allo specchio e scorge i primi segni di diradamento scattano in automatico questi pensieri. Non è molto diverso ciò che accade agli uomini, con la piccola – ma fondamentale differenza – che l’uomo calvo, oggi, è “socialmente” accettato, a differenza di quanto accade per le donne. Si fa comunque fatica ad accettare la prima stempiatura.

guardarsi allo specchio con la calvizie

guardarsi allo specchio con la calvizie

Reagire! È l’unica strada possibile

Cosa fare? L’unica cosa da NON fare è piangersi addosso. Restare lì, fermi o ferme allo specchio a contare i capelli che uno dopo l’altro vanno giù. Le reazioni sono molto diverse e la differenza la fa proprio il carattere della persona.

C’è chi si rimbocca le maniche e prova a reagire immediatamente e chi, invece, opta per un atteggiamento più passivo, di stanca rassegnazione.

Un sondaggio del Cirm, che ha preso in considerazione le risposte di un campione totalmente maschile tra i 18 e i 60 anni, a fare la differenza nelle modalità di reazione è soprattutto l’età in cui ci si trova ad affrontare la problematica e al suo livello di aggressività.  Una perdita graduale è accettata in maniera meno traumatica, rispetto a una caduta repentina.

Più elevata è l’età del soggetto più facile sarà assumere un atteggiamento non tendente al depresso. Non viene intaccata, infatti, la fiducia in se stessi, nel proprio aspetto fisico. Alcuni, piuttosto che accettare con rassegnazione la nuova immagine, contribuiscono alla trasformazione con rapidi e radicali cambi di look, un modo per “guidare” il cambiamento.

Perché cadono i capelli?

Tutti si ritrovano a fare i conti con una domanda fondamentale: perché cadono i capelli? Non esiste una risposta unica, come evidenziano anche gli esperti di Hair Clinic, centro specializzato nella salute e cura del capello, capace di manifestare la ragione alla base della perdita dei capelli. È errato pensare che si tratti di un fenomeno di natura esclusivamente genetica.

Certo, il dna fa molto ma anche fattori ambientali, come lo smog, e legati allo stile di vita condotto dal soggetto possono influenzare il normale ciclo di vita dei capelli. Senza tralasciare lo stress, le conseguenze di cure farmacologiche, interventi, gravidanze. A tutto ciò risponde la medicina rigenerativa con un innovativo Protocollo che, attraverso il ricorso alle cellule staminali, riporta in attività i bulbi piliferi, con benefici straordinari per i capelli.

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